Allarme per gli insostenibili costi energetici delle piscine
La Confederazione, in sintonia con la maggioranza degli operatori dei centri acquatici, punta a sensibilizzare le istituzioni per il problema dei rincari delle bollette

fonte: ufficio stampa Congepi
In data 25 marzo si è tenuto ieri un importante incontro tra CONGEPI e i vertici del Dipartimento dello Sport, a valle di una richiesta della stessa organizzazione dei gestori di impianti natatori.
Al centro della discussione la grave situazione che il cosiddetto “caro bollette” sta determinando al comparto degli impianti natatori a fronte di un aumento, negli ultimi mesi, di quasi il 100% dei costi energetici.
Come ricordato in passato le piscine sono strutture per definizione energivore (basti pensare con un impianto di medie dimensioni arriva a consumare annualmente 100.000mc di gas e oltre 350.000kw di energia elettrica), ma non rientrano normativamente in questa categoria. I costi attuali stanno costringendo gran parte dei gestori a rimedi drastici quali l’abbassamento delle temperature di acqua e ambiente e chiusure parziali (per ora) dell’attività, onde evitare di arrivare addirittura a chiusure definitive come accaduto tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023.
Ad oggi non risultano ancora attivi i provvedimenti del Decreto Bollette e non si hanno notizie su possibili contributi a fondo perduto, a ciò si aggiunge la grande preoccupazione per ciò che accadrà dal 1 gennaio 2026 in merito al passaggio dell’attività istituzionale da “fuori campo IVA” a “esente IVA”, con effetti devastanti sui costi dei gestori, che già hanno accusato un maggior costo del 30% del lavoro con l’entrata in vigore della riforma dello sport.
“Servono – afferma il Presidente di CONGEPI Luca Bosi – interventi urgenti e il più possibile strutturali. Abbiamo chiesto che vengano azzerati gli oneri di sistema in maniera stabile, che si provveda a definire un contributo congruo a fondo perduto per superare questo difficile momento e che dal 1 gennaio 2026 si definisca un regime di aliquota IVA al 5% su tutte le attività (istituzionali e commerciali).”
L’incontro è stato particolarmente fruttuoso, si è appreso che si stanno trovando le risorse per fondi emergenziali e si è notata una buona apertura alla proposta inerente l’IVA.
Infine si è ribadito quanto sarebbe importante introdurre un sistema di detrazione fiscale per tutte le persone che praticano sport, nella logica che lo sport è salute, prevenzione e, di conseguenza, meccanismo virtuoso di abbassamento dei costi sanitari.
CONGEPI proseguirà la sua azione incessante per ottenere soluzioni che garantiscano la reale sostenibilità della gestione degli impianti natatori, che erogano ogni anno servizi a oltre 5 milioni di utenti.

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